Dal Messaggero Veneto

Mobilificio San Giacomo: quando dalla crisi si può rinascere

L’azienda di Pasiano in 10 anni ha quasi triplicato il fatturato. Mai un giorno di cassa integrazione e organico in aumentodi Giulia Sacchi

I fratelli Loris, Maurizio e Stefano...

PASIANO. Ha affrontato la crisi investendo su innovazione e sviluppo e puntando sulle capacità artigianali del territorio.

Mai né un licenziamento, nemmeno negli anni più duri, né un giorno di cassa integrazione. Quando altri cercavano all’estero la ricetta per risolvere le criticità, ha pensato a tutto tranne che a giocare la carta della delocalizzazione: gli sforzi sono stati profusi per crescere in loco. Il mobilificio San Giacomo di Cecchini di Pasiano, fondato nel 1968 da Gabrielle Piovesana e oggi guidato anche dai figli del 75enne, Loris, Maurizio e Stefano, è una realtà che ha saputo cogliere nella crisi un’opportunità per migliorarsi, innovare e conquistare nuovi mercati. Un’azienda che gestisce sito e dipendenti come un nucleo familiare: da qui l’attenzione alla salvaguardia dell’occupazione nei momenti più difficili.

Le 231 maestranze sono protagoniste dello sviluppo dell’impresa. Non sono mere componenti di un lavoro a catena: ogni addetto interviene nella filiera della qualità.

La riorganizzazione. Le difficoltà che hanno messo in ginocchio diverse realtà del settore del mobile per il sito di Cecchini hanno rappresentato uno sprone: in seguito al crollo delle vendite sul mercato americano, che sino al 2004 aveva rappresentato un traino (metà del fatturato era riconducibile al commercio in Usa), Piovesana non si è dato per vinto.

Amando il territorio in cui opera, ha creduto nelle potenzialità di quest’ultimo e messo in atto una riorganizzazione strategica per valorizzare le capacità artigianali locali. Un progetto vincente: in dieci anni il fatturato è quasi triplicato e gli addetti sono cresciuti di 56 unità. Nel 2006 l’azienda fatturava 19 milioni 680 mila euro, di cui 13 milioni 755 solamente in Italia, e contava 175 maestranze. Nel 2016 il fatturato è volato a quota 55 milioni 208 mila euro, di cui 42 milioni 666 mila riconducibili alle vendite nel mercato interno, e l’organico a 231 dipendenti (21 in più del 2015).

Tutte le unità sono assunte a tempo indeterminato: nei periodi in cui si registrano importanti picchi produttivi, l’azienda ricorre all’impiego di una ventina di lavoratori interinali. L’indotto è di oltre 1.500 addetti indiretti.

L’analisi. «Per superare le difficoltà del settore, abbiamo puntato su tecnologia, riorganizzazione del lavoro e inserimento di professionalità cui dare credito – ha fatto sapere la proprietà –. Abbiamo anche rimodulato l’offerta: volendo riassumere in una frase la filosofia alla base della svolta, potremmo dire che siamo passati dalla produzione di mobili per tutti a quella di mobili per ciascuno. Abbiamo dedicato maggiore attenzione alle esigenze del consumatore e ai bisogni sorgenti, ossia il desiderio di avere prodotti alla moda, realizzati con materiali sempre più innovativi e colori di tendenza.

La nostra tecnologia produttiva prevede personalizzazioni e controlli qualitativi per ogni cliente». Esigenze dei compratori anche dal punto di vista economico. «Abbiamo cercato di focalizzare l’attenzione anche sul budget dei consumatori – hanno aggiunto i vertici aziendali – con un occhio sempre vigile nel garantire standard di qualità. Il continuo miglioramento di performance e investimenti in ricerca e sviluppo rappresentano l’impegno irrinunciabile di un’azienda che vuole mantenere elevata la soddisfazione dei clienti».

I mercati. I principali mercati di riferimento per il mobilificio sono, oltre all’Italia, Austria, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Inghilterra e Russia. In America, anche se non ci sono più i numeri del 2001, quando solamente negli Usa si fatturavano 18 milioni sui 35 totali, le esportazioni ammontano a un milione di euro. Oggi la ricerca aziendale si concentra principalmente sui materiali: lo sguardo è proiettato al futuro.

«Per il momento le nostre vendite sono dirette – ha fatto sapere la proprietà –. L’e-commerce, però, sta prendendo piede: da qui anche l’idea di sperimentare nuovi materiali per realizzare prodotti con un peso specifico minore. L’obiettivo è facilitarne il trasporto, nell’ottica di effettuare spedizioni, e pure di semplificare la logistica».

La storia. In 49 anni il mobilificio San Giacomo ha compiuto importanti passi avanti. In origine l’azienda trovava spazio in un sito a Brugnera, in cui Piovesana aveva avviato l’attività assieme a tre soci. Il primo prodotto lanciato sul mercato era una doppia versione di un mobile per soggiorno-sala da pranzo, subito premiato da un successo di vendite tale da saturare in tre anni le capacità della struttura produttiva e rendere necessario il trasferimento.

Nel 1971 l’azienda si è spostata a Cecchini di Pasiano. Il nucleo originario dell’attuale stabilimento era ampio mille metri quadrati.

Oggi la superficie dedicata alla produzione è di 50 mila metri quadrati. Nella fabbrica pasianese, si è iniziato a produrre un nuovo genere di arredamento: il soggiorno componibile. A fine anni Settanta sono partite le prime esportazioni in Europa, Australia, Medio ed Estremo Oriente.

Negli anni Ottanta l’impresa ha colto l’esigenza dei consumatori di personalizzare l’arredamento e sostituito i soggiorni componibili con programmi modulari. Negli anni Novanta è stata ampliata l’offerta con armadi e gruppi letto e si è affrontato il mercato nordamericano con un’apposita linea di prodotti. Nell’ultimo decennio la società ha ridefinito la strategia commerciale e produttiva, puntando su innalzamento della qualità e integrazione dei prodotti in una gamma capace di offrire un sistema completo e integrato di arredamento della casa.

Le prospettive. Gli obiettivi per il futuro non mancano, nonostante la crescente concorrenza nel mercato del mobile e la difficile congiuntura economica internazionale: l’azienda intende consolidare la propria posizione, mantenendo la competitività e ampliando la presenza sui mercati esteri.

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http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/01/06/news/mobilificio-san-giacomo-la-crisi-un-opportunita-per-innovarsi-e-crescere-1.14669820?ref=fbfmv

[Bonus Mobili 2016] Facciamo chiarezza …

bonusmobili
La nuova Legge di Stabilità, approvata il 22 Dicembre dal Senato della Repubblica, conferma definitivamente la proroga al 31 dicembre 2016 dell’attuale Bonus Mobili ed Elettrodomestici legato agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, mantenendone invariate le caratteristiche e le modalità per poterne usufruire.

 
IN DETTAGLIO:
ll Bonus Mobili è una detrazione Irpef delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo di un immobile oggetto di ristrutturazione.

MISURA DELL’AGEVOLAZIONE:

– su tutti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi i lavori di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia, la detrazione fiscale è pari al 50% delle spese sostenute e documentate;
– su tutti gli interventi miranti al miglioramento energetico dell’edificio, nonché relativi all’adozione di misure antisismiche, la detrazione fiscale è pari al 65%delle spese sostenute e documentate.
– detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica superiore alla A+(A per i forni),nel limite massimo di spesa di € 10.000 per unità immobiliare, che servano all’immobile oggetto della ristrutturazione. N.B. il Bonus Mobili è imprescindibilmente legato ai lavori di ristrutturazione dell’immobile.


BENI AGEVOLABILI

Mobili nuovi: cucine, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli e sedie, comodini, divani e poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione
Grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica A + (frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, condizionatori), e forni con classe energetica A.
– Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

BONUS ARREDI GIOVANI COPPIE:
Con la Legge di Stabilità 2016 viene introdotto inoltre un nuovo Bonus Arredidedicato alle giovani coppie, che prevede la possibilità di usufruire di una detrazione d’imposta del 50% a fronte di spese sostenute per l’acquisto di arredi,fino a 16 mila euro, da parte di giovani coppie acquirenti di unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. In questo caso non è necessario che l’immobile sia oggetto di interventi di ristrutturazioni o manutenzione, ma è necessario che la coppia sia composta da coniugi, o da conviventi more uxorio, che abbiano costituito nucleo familiare da almeno 3 anni e in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i trentacinque anni.

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